Deiulemar, corsa contro il tempo: rischio scarcerazioni

Sarà un pubblico ministero specializzato in truffe e reati finanziari a esaminare il fascicolo relativo al crac della Deiulemar. A dieci giorni dal verdetto del tribunale del Riesame di Napoli che ha deciso l’incompetenza territoriale del tribunale di Torre Annunziata – a causa della presenza tra gli investitori travolti dal fallimento della compagnia di navigazione di un magistrato del circondario, il giudice civile Angelo Scarpati della sede distaccata di Castellammare di Stabia – e trasferito a Roma l’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta da 800 milioni di euro, arrivano le prime novità dalla capitale.
E si tratta di notizie sotto certi aspetti confortanti per i 13.000 obbligazionisti che rischiano di perdere tutti i risparmi affidati agli armatori finiti dietro le sbarre il 16 luglio. A studiare il caso del progressivo «declino» del colosso economico di via Tironi toccherà, infatti, al pm Paolo D’Ovidio: un vero e proprio «specialista» in materia, salito agli onori della cronache nazionali a giugno del 2011 per l’inchiesta sul fallimento della Ferronova srl. Una vicenda che, a larghe linee, ricorda il dramma vissuto all’ombra del Vesuvio a partire dal gennaio 2012: la Ferronova srl – un’azienda di Roma, leader nel trasporto ferroviario del gas da e per l’Italia – era stata lentamente «svuotata» e portata al fallimento. Successivamente lo stesso titolare aprì una società con un nome diverso, ma con le stesse finalità e gli stessi beni. L’imprenditore, al termine delle indagini condotte dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Roma e coordinate proprio dal pm Paolo D’Ovidio, finì dietro le sbarre del carcere per bancarotta fraudolenta. Lo stesso reato, insomma, contestato dalla procura di Torre Annunziata – al termine delle indagini portate avanti dal pm Sergio Raimondi, in collaborazione con il pm Emilio Prisco e il co-delegato Diego Marmo – ai rampolli della seconda generazione di armatori finiti in cella: i fratelli Angelo Della Gatta, Pasquale Della Gatta, Micaela Della Gatta – figli di Lucia Boccia, la vedova di Giovanni Battista Della Gatta, finita agli arresti domiciliari – Leonardo Lembo – primogenito del comandante Giuseppe Lembo, agli arresti domiciliari – e Giovanna Iuliano, erede del patriarca Michele Iuliano, stroncato da un infarto il 9 maggio durante una perquisizione domiciliare delle fiamme gialle.
Le carte sono già al vaglio del pubblico ministero – il fascicolo relativo alla posizione di Giovanna Iuliano è arrivato solo il 6 agosto, in ritardo di 10 giorni rispetto ai primi incartamenti – ma, intanto, il tribunale di Roma ha già individuato il gip che dovrà firmare l’eventuale ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Paolo D’Ovidio: si tratta del giudice per le indagini preliminari Anna Maria Fattori.
La vera incognita, a oggi, restano i tempi: i provvedimenti, infatti, dovranno essere firmati – pena decadenza dei termini e conseguente scarcerazione degli indagati – entro il prossimo 16 agosto. Dunque, facendo due conti e tenendo d’occhio i giorni festivi sul calendario, restano a disposizione solo 4 giorni lavorativi per scongiurare il pericolo di una nuova beffa per gli obbligazionisti della Deiulemar. Quattro giorni di fuoco per il pm Paolo D’Ovidio e per il gip Anna Maria Fattori, già raggiunti da allarmate informative provenienti da Torre Annunziata: sarebbero stati, infatti, rilevati dagli investigatori movimenti «sospetti» di denaro verso Singapore. Una meta segnalata come possibile destinazione degli armatori in caso di «liberi tutti» per la decorrenza di termini della prima ordinanza di custodia cautelare. D’altronde il pericolo di fuga – relativamente a Giovanna Iuliano, destinazione Dubai – era finito già nel provvedimento firmato dal gip Giovanni De Angelis che riportava, corredate da intercettazioni telefoniche, le manovre dell’erede del patriarca per trasferire le sue risorse economiche ai figli che stavano ottenendo la residenza negli Emirati Arabi. Un rischio che ora – l’allarma lanciato dalla procura di Torre Annunziata per sollecitare il provvedimento-bis per gli armatori – si potrebbe ripetere per Singapore.

Fonte: Metropolisweb

About these ads

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.